HEARTH 10-11-12 giugno 2016

L’ Associazione Amici di Piticchio e La Terra e il Cielo Soc. Coop. Agr. sono liete di annunciare il programma della seconda edizione del festival multidisciplinare Hearth – il linguaggio e le vie della terra che  si svolgerà nei giorni 10-11-12 Giugno a Piticchio di Arcevia e vedrà un nutrito programma di eventi, laboratori e novità.

INFOPROGRAMMA

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Venerdi 10 giugno ci sarà Anteprima Hearth per la prima volta, ci sarà la serata di apertura in cui verrà presentato il libro “Biologico etico” e, dopo un gustoso aperitivo, sarà proiettato l’esclusivo documentario “Un altro mondo”

Domenica 12 giugno ci sarà Le vie della terra. In collaborazione con Viaggi e Miraggi e le realtà del luogo è stata organizzata una suggestiva passeggiata tra le colline, in cui il paesaggio e le degustazioni creeranno il connubio perfetto tra uomo e natura.

Sabato 11 e domenica 12 al festival Hearth si avvicenderanno incontri con autori, presentazioni di progetti, laboratori, cinema, mostre e attività per bambini. Le conferenze saranno, anche quest’anno, di particolare interesse. Saranno aperte le cantine per mangiare ottimo cibo biologico, della tradizione marchigiana e gustosi piatti vegetariani e vegani. Sarà straordinariamente aperto il giardino di Piticchio, in cui si snoderà il percorso per giungere al castello e che sarà il luogo di molti laboratori esperienziali. Il mercatino delle eccellenze sarà ricco di prodotti di biologici, artigianali ed anche di canapa. Le due giornate si concluderanno con serate di poesia, musica e teatro.

Ringraziamo vivamente il Comune di Arcevia per il patrocinio; gli sponsor; tutti i produttori che hanno collaborato e la Fam. Baldassarri il Teatro Carletti Giampieri e del Giardino.

ANTEPRIMA HEARTH

Venerdì 10 giugno c’è Anteprima Hearth. La serata di apertura della seconda edizione del festival HEARTH – IL LINGUAGGIO E LE VIE DELLA TERRA

Copertina evento venerdì

19.30 BIOLOGICO ETICO                                                                                                                                 Presentazione del libro Biologico Etico con R.Brioschi e G. Lalìa (autori); B. Sebastianelli (Presidente “La Terra e il Cielo”); G. Gambioli (Presidente “Associazione Amici di Piticchio”)

20.30 APERICENA con prodotti biologici

21.30 UN ALTRO MONDO
Proiezione del docu-film Un altro mondo  di Thomas Torelli e saluti del regista.

Passeggiata LE VIE DELLA TERRA

La seconda edizione di ‪HEARTH‬ – IL LINGUAGGIO E LE VIE DELLA TERRA è ricca di novità!

La magica passeggiata LE VIE DELLA TERRA è una di queste!

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INFO & PRENOTAZIONI: 329 4022630

Ringraziamo gli amici di   ViaggieMiraggi Marche per averci guidato in questa esperienza e ringraziamo le eccellenze le del nostro territorio –  Agriturismo “La Cantina di Bacco”; Cantina Broccanera;La Terra e il Cielo Soc. Coop. Agr.; Azienda Vitivinicola Torretti Walter; Apicultura Mastrucci; – per aver aderito con entusiasmo a questa iniziativa che permetterà a molti di conoscere non solo il nostro bellissimo territorio ma anche le nostre attività di qualità.

 

SAVE THE DATE!

La primavera sta arrivando e porta con sé …

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la seconda edizione di HEARTH, il festival su il linguaggio e le vie della terra, che si terrà, come sempre, nel suggestivo e caratteristico Castello di Piticchio di Arcevia

Noi dellAssociazione Amici di Piticchio insieme con la Coop. Agricola Biologica La Terra e il Cielo stiamo ultimando i dettagli del programma, che a breve sarà pubblicato.

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Foglie d’erba W.Whitman

Che cos’è l’erba? mi chiese un bambino,

portandomene a piene mani;

Come potevo rispondergli?

Non so meglio di lui che cosa sia.

Suppongo che sia lo stendardo della mia vocazione,

fatto col verde tessuto

della speranza.

O forse è il fazzoletto del Signore,

Un dono aulente, un ricordo lasciato cadere di proposito,

Con la cifra del proprietario in un angolo sicché possiamo vederla

e domandarci di Chi può essere?

O forse l’erba stessa è un bambino, il bimbo generato dalla vegetazione.

Gherardo Cibo

 

Nacque a Genova nel 1512 da Aranino e da Bianca Vigeri Della Rovere, parente di Francesco Maria I duca d’Urbino e nipote di Marco Vigeri, vescovo di Senigallia. La famiglia paterna apparteneva a un ramo dei Cibo derivato da Teodorina, figlia di Giovanni Battista Cibo, divenuto papa coi nome di Innocenzo VIII.

Da lei e da Gherardo Usodimare di Genova nacque nel 1484 Aranino, che fu custode della rocca di Camerino e morì a Sarzana nel 1568, dopo aver ottenuto il titolo di conte del Palazzo lateranense. Dal matrimonio di Aranino, che aveva ottenuto dal pontefice la concessione di assumere e trasmettere il cognome Cibo, e Bianca Vigeri nacquero, oltre al C., Marzia, Maddalena, Scipione e Maria. Le due sorelle Marzia e Maddalena sposarono rispettivamente il conte Antonio Maurugi di Tolentino e Domenico Passionei, gonfaloniere di Urbino. Da questa famiglia sarebbe nato, due secoli dopo, il cardinale Domenico Passionei, celebre bibliofilo, che diede un grande contributo alla raccolta della Biblioteca Angelica di Roma. Scipione, nato “Genova nel 1531, viaggiò a lungo in Europa” morì nel 1597 a Siena. L’ultima sorella, Maria, fu monaca nel monastero di S. Agata in Arcevia.

Dopo un primo periodo di permanenza nella città natale, il C. trascorse l’adolescenza’ a Roma, dove era giunto al seguito della duchessa di Camerino, Caterina Cibo da Varano, sua parente, mtomo al 1526 per motivi di studio e anche per intraprendere la carriera ecclesiastica. Ma il sacco di Roma lo costrinse ad allontanarsi senza indugi dalla città invasa dai lanzichenecchi. Il C. si trattenne per pochi mesi a Camerino presso il duca Giovanni Maria da Varano. Alla morte di quest’ultimo, nell’agosto del 1529, seguì Francesco Maria Della Rovere, capitano generale delle milizie della Chiesa, in una serie di campagne militari nella pianura padana e a Bologna, dove quello era andato per l’incoronazione di Carlo V. A Bologna il C. poté seguire le lezioni di botanica di Luca Ghini fino al 1532.

Questo periodo fu importantissimo per la formazione scientifica del C., che dal Ghini apprese il metodo di raccolta, catalogazione ed agghitinazione delle piante per la formazione di un erbario. Si sa che lo stesso Ghini collezionava piante secche, che talvolta inviava ai botanici contemporanei, come il Mattioli; ma il suo erbario, come quelli dei suoi allievi John Falconer e William Turner, e andato distrutto.

Se già negli anni bolognesi il C. poté iniziare la raccolta di materiale per il suo erbario., fu soprattutto durante i viaggi degli anni successivi che ebbe modo di ampliare l’ambito delle sue ricerche. Nel 1532 infatti il padre lo condusse con sé alla corte di Carlo V, dove era incaricato di trattare per le nozze, poi non avvenute, tra Giulia da Varano, figlia di Caterina Cibo, e Carlo di Lannoy figlio del principe di Sulmona. Questo viaggio di due anni attraverso la valle dell’Adige e del Danubio, da Trento a Ingolstadt e a Ratisbona, nell’Alto Palatinato, fu per il C. una preziosa occasione di ricerche botaniche, proseguite anche al ritorno in Italia.

Nel 1534 egli era, ad Agnano presso Lorenzo Cibo, suo parente, e poté compiere accurate escursioni botaniche e mineralogiche nei dintorni di Pisa. Nel 1539 partì nuovamente per la Germania, al seguito del cardinale Alessandro Farnese, uomo colto e generoso che era stato suo compagno di studi a Bologna. Lo spingeva a questo viaggio non solo l’intento scientifico di raccogliere materiale per il suo erbario e di entrare in contatto con botanici stranieri, ma anche il proposito religioso di contribuire alla lotta contro il luteranesimo. Ma fu proprio la sua profonda religiosità a convincerlo a lasciare gli eserciti per tornarsene alla pace dei suoi studi. Può anche darsi che a tale scelta abbia contribuito la politica condotta dai Farnese contro i Cibo e i Della Rovere per il possesso di Camerino. Infatti lo Stato camerinese, antica signoria dei Varano, era passato, per volontà di papa Paolo III Farnese, ad Ottavio, suo nipote; di fronte alle lotte fra la sua famiglia e quella del suo potente protettore Alessandro Farnese preferì ritirarsi in solitudine studiosa.

Decise di ritirarsi a Rocca Contrada (l’antico nome della cittadina di Arcevia, AN) nel 1540, per dedicarsi completamente allo studio delle piante, alla pittura di paesaggio ed alla sperimentazione di tecniche innovative nella conservazione e riproduzione delle specie botaniche, cimentandosi nella miniatura, nel disegno di paesaggio, nell’arte di fare i colori, nella stampa a matrice naturale delle piante, nella preparazione di erbari secchi e dipinti.

Compì ancora qualche viaggio, nelle Marche, nell’Umbria, a Roma, dove si reco nel 1553; ma praticamente trascorse il resto della sua vita sempre ad Arcevia, da cui partiva per quotidiane escursioni nei d intorni e sull’Appennino marchigiano per la raccolta di vegetali e minerali. Non mancando di spiccate doti artistiche, usava dipingere le piante raccolte con un gusto fianuningo per la minuzia dei particolari; tale attività, in margine e a integrazione della sua curiosità naturalistica, non costituiva un semplice passatempo, poiché i suoi quadri e disegni, conservati ad Arcevia, non mancano di notevoli pregi artistici, soprattutto i paesaggi. Delle sue quotidiane occupazioni si ha notizia attraveriso un Diario, che il C. tenne a partire dal 1553 e di cui il Celani (1902, pp. 208-11) riporta alcuni brani (ma attualmente se nè persa notizia).

Studioso metodico e preciso, il C. aveva come abitudine di postillare e di integrare con note e disegni le opere che egli andava leggendo, come quelle di Plinio, di Leonhart Fuchs, di Garcia Dall’Orto. Notevole soprattutto un’edizione del Dioscoride (Venezia 1568) del botanico senese Pierandrea Mattioli, amico del C. e con lui in corrispondenza epistolare, illustrata con miniature e disegni per il card. Della Rovere (oggi è conservata alla Biblioteca Alessandrina di Roma, segnatura Ae q II). Anche per il cardinale di Urbino e per altri corrispondenti preparò vari disegni, tra cui notevoli ampie tavole di zoologia (anchesse nella Biblioteca Alessandrina di Roma, MS. 2).

Ad Arcevia il C. assunse una posizione d’autorità pur senza rivestire cariche pubbliche. Era spesso consultato per. comporre dissidi e rivalità; contribuì alla fondazione di un Monte di pietà e, soprattutto in occasione di una terribile carestia nel 1590, si dedicò ad una generosa attività filantropica.

Per quanto è dato conoscere spetta a lui la fattura del più antico erbario del mondo occidentale. A lui spetta inoltre la figurazione e coloritura di diversi erbari a stampa conservati nella British Library di Londra, nelle Biblioteca Angelica ed Alessandrina di Roma, nella Biblioteca Planettiana di Jesi.

Morì ad Arcevia (Ancona) il 30 gennaio del 1600 e fu sepolto nella chiesa di S. Francesco.